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Design Thinking e User Experience

Una relazione necessaria

 

Cosa sono il Design Thinking, la UX e quali sono le regole da applicare nella realizzazione di un app mobile

Nel precedente articolo, abbiamo analizzato qualche numero utile a capire l’importanza delle app per le imprese ed i servizi e quale approccio Var Prime adotta nella realizzazione dei suoi prodotti mobile, partendo proprio dal Design Thinking funzionale.

Cos’è il Design Thinking?

Per Design Thinking si intende l’insieme dei processi cognitivi, strategici e pratici utili nella progettazione di prodotti, in questo caso digitali. È un modello inizialmente adottato da agenzie e studi di design, oggi applicato in maniera trasversale in diversi ambiti come approccio progettuale volto alla risoluzione di problemi complessi attraverso visione e gestione creative, tanto da spingere diverse importanti società di consulenza ad effettuare acquisizioni proprio di studi ed agenzie nate con questo scopo.

Esistono varie definizioni ed approcci, in quella che è una strategia emergente e quindi ancora molto soggetta alle interpretazioni, ma c’è un processo che forse meglio si adatta alla realizzazione dei prodotti digitali

Le fasi del processo di Design Thinking

  • Empatizzare: Il primo passo è comprendere chi è l’utente e quali sono le sue necessità. Questo significa osservare senza preconcetti e mettendo da parte le proprie ipotesi, cercando di creare una connessione a livello psicologico ed emotivo e magari provando ad anticipare alcune problematiche che l’utente potrebbe non riscontrare nell’immediato
  • Definire: Con le informazioni raccolte nella prima fase, è possibile definire quale sia il “problema” che si vuole risolvere. Proprio partendo da questa definizione ed individuando le difficoltà che gli utenti stanno incontrando, che si può pensare a delle soluzioni.
  • Ideare: Dopo un’attenta comprensione della tipologia di utente e con una chiara definizione del problema, è possibile passare al vero e proprio processo creativo, cercando di raccogliere quante più idee possibili da diverse angolature. I designer hanno a disposizione una grande varietà di tecniche, che meriterebbero un approfondimento dedicato (mindmapping, bodystorming o scenari di ruolo e provocazioni con la tecnica del pensiero laterale, giusto per citarne alcuni oltre al brainstorming).
  • Prototipare: Le idee si trasformano in soluzioni tangibili, anche se in forma ridotta e l’utente dovrebbe già poter interagire con il prototipo in modo che le soluzioni proposte possano essere accettate, migliorate, riprogettate o rifiutate.
  • Testare: Il momento in cui gli utenti testano il prototipo, non rappresenta quasi mai la fine del processo. In questa fase di interazione, infatti, i risultati dei test spesso ti riporteranno a un passaggio precedente, fornendo le informazioni necessarie per ridefinire la proposta di partenza o per elaborare nuove idee.

È importante partire dal presupposto che il Design Thinking non è un processo lineare e può assumere forme diverse a seconda della natura delle aziende coinvolte, delle sfide e degli obbiettivi del progetto.

A questo proposito, l’Osservatorio dell’innovazione digitale del Politecnico di Milano ha individuato in un report dedicato, quattro tipologie di Design Thinking:

  • Creative Problem Solving – Si tratta della metodologia più diffusa, con la quale le imprese innovano comprendendo i bisogni dell’utente e immaginando più soluzioni possibili per rispondere alle sue esigenze.
  • Sprint Execution – L’obbiettivo di questo metodo è realizzare un prodotto da lanciare sul mercato, attenendosi alle esigenze degli utenti. La rapidità della prototipizzazione è uno dei punti cruciali
  • Creative Confidence – approccio molto utilizzato, con un’ambizione abbastanza chiara: stimolare l’imprenditorialità all’interno delle imprese, coinvolgendo le persone per dare loro maggiore spazio
  • Innovation of meaning – le imprese ridefiniscono la visione aziendale e i valori legati ai prodotti e ai servizi che offrono. Si tratta di un approccio che ha come obiettivo apportare valore sia all’organizzazione che le promuove che all’utente finale.

E la User Experience?

Per gli amici UX, la User Experience, partendo dalla definizione fornita proprio dallo standard ISO 9241-210, è l’insieme di risposte e percezioni di una persona che risultano dall’utilizzo o dal passato utilizzo di un prodotto, un sistema o un servizio.

Non bisogna confondere questo termine con l’UI, o interfaccia utente, che invece rappresenta solo ciò che l’utente vede e gli elementi con cui interagisce all’interno del prodotto, ma riguarda invece qualsiasi fase di contatto tra l’utente ed il prodotto stesso.

Come spiega Don Norman, ingegnere esperto di scienze cognitive

“Pensa alle diverse fasi di un prodotto o servizio, dalle intenzioni iniziali alle riflessioni finali, dal primo utilizzo ad assistenza, servizio e manutenzione. Devi fare in modo che questi elementi lavorino tutti insieme e con continuità”

Quindi è un elemento in continua evoluzione, che cambia in base alle interazioni, all’inserimento all’interno dei flussi di lavoro e si evolve insieme all’utente e al suo utilizzo.

Il design della UX deve quindi:

  • Concentrarsi sull’intero percorso evidenziano il valore della soluzione, rendendolo prima di tutto accessibile e facilmente rilevabile.
  • Stimolare il coinvolgimento e l’utilizzo del prodotto con un’esperienza iniziale chiara e fluida ed una comprensibilità della gerarchia al suo interno.
  • Continuare a perfezionare le interazioni, man mano che il prodotto stesso matura

I principi della UX per le App Mobile

Vista la continua diffusione e necessità di avere prodotti fruibili anche da uno schermo a 4 pollici, anche la UX per app mobile è soggetta a regole ben precise che si stanno formulando nel tempo, in base al crescente interesse verso questo tipo di interfaccia che non deve risultare una mera trasposizione in piccolo della versione a schermo intero, ma seguire altre logiche.

Di seguito alcuni utili suggerimenti e linee guida, raccolti tra diverse aziende, report ed articoli di settore specifici dedicati alla UX per app mobili:

  1. Rendere l’esperienza utile ed intuitiva, riducendo al minimo gli sforzi ed i gesti che deve compiere l’utente per raggiungere il suo obbiettivo nell’app, suddividendo le informazioni principali in blocchi e nascondendo quelle secondarie, senza sovraccaricare l’utente di troppi input ed inserendo setting predefiniti. Consentire all’utente di riprendere il lavoro in un secondo momento per non perdere la flessibilità tipica dello smartphone.
  2. Alleggerire le interfacce utenti come già specificato nel punto precedente è meglio rimuovere dall’interfaccia principale, gli elementi non necessari all’attività dell’utente, sfruttando le schede come strumento per visualizzare contenuti. Inserire spazi bianchi e di “respiro” aiuta ad attirare l’attenzione sui contenuti importanti. È meglio usare sempre parole e termini familiari piuttosto che specifici, con un carattere tipografico funzionale e in varie dimensioni, almeno di 11 punti, in modo che le scritte siano leggibili senza zoomare. Meglio inserire contrasto minimo di 4,5:1 per il corpo del testo e il testo dell’immagine.
  3. Semplificare la navigazione Icone e altri elementi grafici dovrebbero aiutare gli utenti a comprendere le opzioni del menu. L’app deve essere “Thumb-friendly” per poter essere utilizzata nella maggior parte delle posture possibili e in funzione anche delle diverse dimensioni degli schermi, posizionando azioni “distruttive” in un punto poco accessibile da un click accidentale, mentre le azioni principali devono essere raggiungibili dal pollice.

E’ importante posizionare in modo visibile la funzione di ricerca e ridurre i tempi di attesa dei risultati, rendendo l’app veloce e reattiva.

  1. Fornire Feedback ad ogni azione andrebbe fornito un feedback all’utente per comprendere l’esito delle operazioni, evidenziare eventuali tempi di attesa, inserire un indicatore di avanzamento (se gli utenti ottengono qualcosa di interessante da guardare durante l’attesa, presteranno meno attenzione all’attesa stessa) permettere un pull to refresh per rendere attivi gli aggiornamenti per l’utente.
  2. Notificare solo l’essenziale Le notifiche fastidiose, sono uno dei motivi per cui gli utenti disinstallano l’app, quindi è bene non sovraccaricarle con troppe notifiche push, ma solo con quelle strettamente necessarie.
  3. Personalizzare l’esperienza in app Non serve replicare l’esperienza di una pagina web su un app; infatti, è sconsigliato anche puntare ad un browser. Gli utenti si aspettano determinati modelli di interazione ed elementi dell’interfaccia nelle app mobili. Mantienere la coerenza visiva con la tavolozza dei colori, la tipografia e tutti gli altri elementi di design che devono trasmettere velocemente e facilmente le informazioni, pensando alle gesture in maniera saggia in base al target dell’app. Includere il nome dell’utente sullo schermo e nei messaggi è un modo semplice ed efficace per personalizzare. La personalizzazione dovrebbe spingere gli utenti verso i contenuti che stanno cercando e lontano dai contenuti per loro irrilevanti.
  4. Utilizzare una grafica empatica attraverso grafiche ed eventuali animazioni, è possibile rendere più “umana” l’interfaccia con elementi di design visivo familiari. Bisogna ricordarsi che immagini e contenuti sono connessi l’uno con l’altro ed è quindi importante allinearle con coerenza ed ordine.
  5. Nascondere e mostrare lo stretto necessario Limitare l’uso della tastiera quando possibile, ma rendere visibile la password durante il suo inserimento, può agevolare anche gli utenti più maldestri o gli schermi più piccoli.
  6. Permettere l’utilizzo dell’app Offline ovviamente poter utilizzare l’app anche offline è un vantaggio notevole sia per l’utente che per la visibilità del prodotto stesso.

In conclusione, tutte le informazioni e nozioni sulla UX possono essere strettamente legate al Design Thinking in ogni sua fase, come complementari, per questo è importante tenerne conto nelle varie fasi di realizzazione. Rappresentano delle linee guida per empatizzare, definire, prototipare e testare un prodotto già in funzione di rendere ottimale l’esperienza dell’utente e valorizzare l’app mobile che si vuole creare, in tutto il suo ciclo vitale, dal primo download all’ultimo aggiornamento disponibile.

 

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