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Perché la maggior parte degli investimenti in intelligenza artificiale non porta risultati — e cosa c’entra il gestionale

Le aziende non hanno mai investito così tanto in intelligenza artificiale.

Eppure, la maggior parte di esse fatica a tradurre quegli investimenti in risultati concreti sul conto economico. Non è un’impressione: secondo una ricerca condotta da Boston Consulting Group su oltre 1.800 dirigenti di C-suite a livello globale, soltanto un quarto delle organizzazioni riesce a creare valore reale e misurabile dall’intelligenza artificiale.
Tre su quattro restano bloccate: sperimentano, avviano progetti pilota, acquistano licenze — ma il salto verso l’impatto non avviene.

La domanda che ogni amministratore delegato, direttore finanziario o responsabile operations dovrebbe farsi in questo momento non è “dobbiamo investire in AI?”.
Quella risposta è già scontata. La domanda giusta è un’altra: perché tanti investimenti in intelligenza artificiale non producono risultati, e dove si rompe la catena tra tecnologia e valore?

La risposta, nella maggior parte dei casi, non è tecnica. È strutturale. E ha molto a che fare con il modo in cui l’AI viene introdotta in azienda — e soprattutto con il sistema in cui viene, o non viene, integrata.

Il problema non è la tecnologia, è dove la metti

Quando un’azienda introduce uno strumento di intelligenza artificiale come layer separato — un assistente che risponde a domande, un tool che genera contenuti, un modello che elabora dati in isolamento — ottiene al massimo un beneficio locale e difficilmente misurabile. Qualcuno lavora un po’ più velocemente, qualche documento viene prodotto in meno tempo. Ma i processi chiave dell’azienda non cambiano. Le decisioni continuano a essere prese esattamente come prima.

Questo è il motivo per cui la ricerca BCG individua nella dispersione degli sforzi uno dei principali fattori dell’impact gap: le aziende che non ottengono valore dall’AI gestiscono in media oltre sei iniziative parallele, senza che nessuna raggiunga la massa critica necessaria per cambiare qualcosa in modo sostanziale. Le aziende che invece ottengono risultati concentrano gli sforzi su tre o quattro casi d’uso al massimo, li portano a maturità rapidamente e — aspetto decisivo — li radicano nei processi operativi reali.

La differenza non è nella qualità della tecnologia scelta. È nel fatto che la tecnologia venga o meno connessa al luogo dove i processi aziendali esistono davvero: il sistema gestionale.

L’AI che non vede i processi non può cambiarli

Un sistema ERP ben implementato è il luogo dove vive il flusso operativo di un’azienda: gli ordini, le scorte, la contabilità, la pianificazione della produzione, i contratti con i fornitori, i margini per linea di prodotto. È il repository dei dati transazionali reali, non di dati estratti, copiati o riconciliati manualmente da fonti diverse.

Quando l’intelligenza artificiale opera dentro questo contesto — non accanto ad esso — cambia radicalmente la natura di ciò che può fare. Non si limita a rispondere a domande o a generare report: diventa parte del processo decisionale nel momento in cui quella decisione viene presa. Un responsabile acquisti che lavora nel gestionale può ricevere un’analisi predittiva sulla variazione dei prezzi delle materie prime direttamente nella schermata in cui sta emettendo un ordine. Un direttore finanziario può visualizzare uno scenario di flusso di cassa aggiornato in tempo reale senza dover aprire un foglio di calcolo separato. Un responsabile commerciale può ricevere suggerimenti sulla priorità dei clienti da contattare basati su dati di comportamento d’acquisto, cronologia degli ordini e segnali di rischio — tutto dentro il gestionale, non in uno strumento a parte.

È questa integrazione a fare la differenza tra un’AI che automatizza operazioni marginali e un’AI che migliora le decisioni che contano.

Gli agenti AI nel gestionale: dall’assistenza all’esecuzione

Il passo successivo rispetto a un’AI che suggerisce è un’AI che agisce. Non in modo autonomo e incontrollato, ma attraverso agenti intelligenti capaci di eseguire sequenze di operazioni su istruzione in linguaggio naturale, entro confini definiti, con supervisione umana nei passaggi critici. È una differenza sostanziale rispetto all’automazione tradizionale, che funziona secondo regole rigide del tipo “se X allora Y”: gli agenti ragionano sul contesto, interpretano obiettivi di business e determinano i passi necessari per raggiungerli.

Due esempi concreti aiutano a capire cosa significa nella pratica.

Sales Order Agent
In Microsoft Dynamics 365 Business Central, il Sales Order Agent gestisce il ciclo dell’ordine di vendita in modo end-to-end: legge una richiesta in linguaggio naturale, crea e valida l’ordine nel sistema, avanza nelle fasi successive fino a consegna e fatturazione, e si ferma ai punti di approvazione umana previsti per le decisioni che richiedono un giudizio. Per un’azienda con volumi elevati di ordini o con una forza vendita che opera su più canali, questo significa eliminare una parte significativa del lavoro amministrativo ripetitivo — e ridurre gli errori di inserimento che spesso si traducono in ritardi, contestazioni e costi nascosti.

Sales Qualification Agent
Sul versante commerciale, il Sales Qualification Agent di Dynamics 365 Sales opera sul processo di qualificazione dei lead: ricerca informazioni sui potenziali clienti, avvia e gestisce comunicazioni personalizzate su centinaia di contatti contemporaneamente, valuta il livello di interesse e qualifica i lead prima di passarli alla forza vendita. Il tutto aggiornando automaticamente i record nel sistema, senza che un commerciale debba fare inserimento dati manuale. Il risultato non è solo un risparmio di tempo: è un aumento della copertura del mercato potenziale, spesso impossibile da raggiungere con le sole risorse umane disponibili.

In entrambi i casi, il valore non deriva dalla tecnologia in quanto tale, ma dal fatto che questi agenti operano dentro il sistema gestionale e il sistema di gestione della relazione con il cliente — dove risiedono i dati reali, dove i processi esistono, dove le decisioni hanno conseguenze misurabili. Un agente AI che funziona su un sistema isolato, senza accesso ai dati transazionali dell’azienda, non può produrre lo stesso impatto.

Concentrarsi sui processi ad alto impatto, non su tutto

Uno degli errori più comuni che le aziende commettono quando affrontano un progetto di intelligenza artificiale gestionale è quello di cercare di portare l’AI ovunque contemporaneamente. La promessa di efficienza è così ampia che la tentazione di applicarla a ogni funzione, ogni reparto, ogni processo, diventa quasi irresistibile.

Il risultato, quasi invariabilmente, è che si ottiene poco ovunque invece di molto da qualche parte.

Il modello che emerge dalla ricerca sulle aziende che ottengono valore reale dall’AI è diverso: si identificano i due o tre processi in cui il miglioramento della qualità decisionale ha l’effetto più diretto sul risultato economico, e si costruisce lì un’integrazione solida, misurabile, scalabile. Per un’azienda manifatturiera potrebbe essere la previsione della domanda e la gestione delle scorte. Per una realtà della distribuzione, la pianificazione finanziaria e l’analisi del portafoglio clienti. Per un’azienda di servizi professionali, la gestione dei progetti e la redditività commessa.
Non esiste una risposta universale, ma esiste un metodo: partire dal processo, non dalla tecnologia. Chiedersi dove una decisione migliore — più veloce, più informata, meno influenzata da dati incompleti — avrebbe il maggiore impatto sul conto economico. Poi costruire l’integrazione AI intorno a quella esigenza, con indicatori di risultato chiari fin dall’inizio.
Questo è esattamente il tipo di percorso che distingue chi chiude davvero l’impact gap da chi continua ad accumulare strumenti senza vederli diventare valore.

La dimensione che nessuno considera abbastanza: le persone e i processi

La ricerca BCG introduce un principio che vale la pena citare perché ribalta l’intuizione comune: nelle aziende che generano valore reale dall’intelligenza artificiale, il 70% dello sforzo di trasformazione riguarda persone, processi e cambiamento organizzativo. Solo il 10% riguarda gli algoritmi e il 20% la tecnologia e i dati.

Detto in modo più diretto: il problema principale dell’AI nelle aziende non è tecnico, è umano e organizzativo.
Un gestionale con funzionalità di intelligenza artificiale integrate funziona concretamente solo se chi lo utilizza è in grado di interpretare i suggerimenti che riceve, di capire quando seguirli e quando sovrascriverli, e di fidarsi degli output abbastanza da modificare il proprio modo di lavorare. Questo richiede formazione, ma soprattutto richiede che i flussi decisionali vengano ridisegnati tenendo conto del nuovo sistema.
Non è un tema secondario da affrontare dopo che la tecnologia è stata installata. È la condizione necessaria perché la tecnologia produca qualcosa. Le aziende che trattano l’AI come un progetto informatico — da acquistare, configurare e consegnare — quasi invariabilmente finiscono nella percentuale di chi non ottiene valore. Quelle che la trattano come una trasformazione aziendale — con obiettivi chiari, coinvolgimento del management, formazione estesa e misurazione continua dei risultati — sono quelle che compaiono nell’altro quarto.
Tre fattori, in particolare, risultano determinanti in questa fase:

  • La misurazione dei risultati: la maggior parte delle aziende non traccia indicatori finanziari specifici per le proprie iniziative AI. Senza una metrica di outcome — riduzione del capitale circolante, miglioramento del margine per categoria, accuratezza delle previsioni di vendita — è impossibile capire cosa funziona e cosa no, e quindi impossibile scalare.
  • La formazione diffusa: meno di un terzo delle aziende ha formato almeno un quarto del proprio organico nell’uso dell’AI. In un contesto in cui la tecnologia è già integrata nel gestionale quotidiano, questo significa che la maggior parte delle persone usa gli strumenti in modo parziale o li ignora del tutto.
  • Il presidio del management: le aziende che ottengono i risultati migliori sono quelle in cui la leadership considera l’AI un tema strategico, non delegabile interamente al reparto IT. Quando un amministratore delegato o un direttore finanziario non sa rispondere alla domanda “quali processi stiamo migliorando con l’AI e come lo misuriamo?”, è probabile che l’investimento stia andando disperso.

Da dove iniziare, concretamente

Per un’azienda che si trova oggi di fronte alla scelta di come affrontare l’intelligenza artificiale — o che ha già avviato iniziative senza vedere i risultati attesi — il punto di partenza più solido non è la tecnologia in sé. È una lettura onesta dei propri processi: quali decisioni vengono prese male o lentamente? Dove mancano dati affidabili nel momento in cui servono? Dove un miglioramento del 10-15% nella qualità di una scelta operativa avrebbe un impatto misurabile sul risultato aziendale?
L’intelligenza artificiale integrata in un gestionale ERP come Microsoft Dynamics 365 Business Central offre oggi funzionalità concrete su questo fronte: dalla previsione della domanda alla gestione intelligente del ciclo ordine-incasso, dall’analisi della redditività per commessa o per cliente all’automazione di processi ad alta frizione tra sistemi diversi. Ma nessuna di queste funzionalità produce valore da sola. Produce valore quando viene applicata al processo giusto, con le persone giuste, e con una metrica chiara con cui misurarne l’impatto.
Il gap tra aspettative e risultati che la ricerca evidenzia non è una condanna. È una mappa. E le aziende che la leggono bene — scegliendo dove concentrare gli sforzi, integrando l’AI nei flussi operativi reali e trattando il cambiamento come una priorità di management prima che tecnologica — sono già nel quarto che crea valore.

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La trasformazione dell’ERP continua. Dopo l’introduzione dei primi agenti autonomi nei mesi scorsi, Microsoft ha annunciato a maggio 2025 l’arrivo di nuovi agenti AI-ready progettati per supportare processi critici in ambito contabile, progettuale e logistico. Si tratta di una nuova generazione di strumenti capaci di operare in autonomia, riducendo l’intervento umano in attività a basso valore aggiunto e rendendo i sistemi ERP più intelligenti, scalabili ed efficienti.

Cosa sono gli agenti autonomi per ERP?

Gli agenti autonomi sono unità AI progettate per agire come veri e propri colleghi digitali. Operano all’interno del sistema ERP per automatizzare flussi ad alta intensità operativa e ripetitività, come la riconciliazione contabile, la gestione delle note spese, la comunicazione con i fornitori, l’approvazione di attività e il time tracking su progetti.

La novità è che questi agenti non si limitano ad assistere gli utenti, ma eseguono processi in autonomia, collaborando con persone, team e intere funzioni aziendali. La loro applicazione ai contesti ERP segna il passaggio da sistemi gestiti all’ERP AI-operated ma human-led.

I nuovi agenti in preview pubblica

Microsoft ha annunciato la disponibilità in preview pubblica di sei nuovi agenti, integrabili in Dynamics 365:

📝 Account Reconciliation Agent

Automatizza il processo di riconciliazione dei conti contabili, segnalando discrepanze e proponendo soluzioni. Consente di accelerare il closing periodico, migliorare la compliance e ridurre i costi operativi.

“L’uso dell’AI e degli agenti autonomi è il prossimo livello nell’ottimizzazione del nostro ambiente Dynamics 365.”
Ted Esplin, COO, Lifetime Products

📧 Supplier Communications Agent

Gestisce automaticamente le comunicazioni con i fornitori (email, conferme d’ordine, solleciti per ritardi). Migliora l’affidabilità della supply chain e riduce i costi da interruzioni non previste.

💸 Expense Agent

Elabora automaticamente le note spese, estraendo dai documenti i dati chiave (fornitore, importo, data, categoria) e suggerendo classificazioni in linea con le policy aziendali. Migliora la qualità del dato e accelera i rimborsi.

Time Entry Agent

Assiste nella registrazione delle ore su progetto tramite notifiche smart e suggerimenti contestuali. Supporta la contabilità, la gestione risorse e la fatturazione.

Activity Approvals Agent

Ottimizza i cicli di approvazione evidenziando solo le attività che richiedono attenzione. Riduce tempi e costi nei processi di validazione.

Il futuro è l’ERP autonomo

Secondo i dati Microsoft, l’81% dei decision maker prevede di integrare agenti autonomi nella strategia AI aziendale entro i prossimi 12-18 mesi. Il motivo è chiaro: gli ERP sono ambienti ricchi di processi strutturati, iterativi e ad alto volume, ideali per un’automazione intelligente.

L’introduzione di questi agenti consente di:

  • Alleggerire il carico operativo delle funzioni aziendali
  • Migliorare la qualità e l’affidabilità dei dati
  • Abilitare decisioni più rapide e informate
  • Scalare l’efficienza senza aumentare il personale

Personalizzazione con Microsoft Copilot Studio

Tutti gli agenti sono configurabili tramite Copilot Studio, la piattaforma low-code che permette di adattare gli agenti agli specifici workflow aziendali e integrarli con fonti dati interne, CRM, o altre soluzioni cloud.

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Fonti: A new era in business processes: Autonomous agents for ERP

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Team Marketing

 

Microsoft ha introdotto una nuova generazione di agenti autonomi integrati in Dynamics 365, progettati per ottimizzare e rivoluzionare i processi aziendali attraverso l’uso avanzato dell’intelligenza artificiale (IA). Questi strumenti innovativi si pongono l’obiettivo di migliorare le operazioni in ambiti strategici come le vendite, il servizio clienti, la gestione finanziaria e la supply chain, automatizzando attività ripetitive e permettendo ai professionisti di focalizzarsi su compiti più complessi e a maggiore valore aggiunto.
Questi agenti sono progettati per aiutarti ad accelerare il time to value e sono configurati per scalare l’efficienza operativa e migliorare le esperienze dei clienti in tutti i ruoli e le funzioni.

Gli agenti autonomi: definizione e caratteristiche principali

Gli agenti autonomi rappresentano un’evoluzione rispetto ai tradizionali strumenti basati su IA. Essi sono in grado di operare in modo indipendente, gestendo processi aziendali complessi con un elevato livello di personalizzazione. A differenza degli assistenti digitali standard, questi agenti sono programmabili per acquisire competenze specifiche, quali l’automazione delle operazioni di gestione del catalogo prodotti o l’elaborazione degli ordini di vendita. L’obiettivo è duplice: da un lato, aumentare la produttività aziendale e, dall’altro, garantire una riduzione dei costi operativi attraverso l’ottimizzazione delle risorse.

Applicazioni pratiche degli agenti autonomi in Dynamics 365

Vendite

Gli agenti autonomi supportano i team di vendita aiutandoli a concentrarsi sulla creazione di relazioni con i clienti per concludere gli affari più velocemente. Ad esempio, il Sales Qualification Agent per Microsoft Dynamics 365 Sales libera i venditori da attività ripetitive, come la ricerca e la prioritizzazione dei lead in entrata, e crea email di vendita personalizzate per avviare conversazioni significative con i clienti.
Per le piccole e medie imprese, il Sales Order Agent per Microsoft Dynamics 365 Business Central automatizza il processo di acquisizione degli ordini, dall’inserimento alla conferma, interagendo con i clienti e catturando le loro preferenze, migliorando così l’efficienza complessiva del ciclo di vendita.

Operations

Gli agenti autonomi aiutano i team operativi a ottimizzare i processi aziendali e soddisfare la domanda dei clienti. In aree critiche come finanza, approvvigionamento e supply chain, gli agenti lavorano 24/7 per automatizzare processi complessi, ridurre i costi e accelerare le decisioni strategiche.
Il Supplier Communications Agent per Microsoft Dynamics 365 Supply Chain Management gestisce la collaborazione con i fornitori, conferma la consegna degli ordini e previene ritardi, permettendo agli specialisti degli acquisti di concentrarsi sulla resilienza complessiva della supply chain.
Ulteriori agenti includono:

  • Financial Reconciliation Agent per Microsoft 365 Copilot for Finance: semplifica e accelera i processi di chiusura finanziaria, migliorando la precisione della rendicontazione.
  • Account Reconciliation Agent per Microsoft Dynamics 365 Finance: automatizza l’abbinamento delle transazioni tra i registri, migliorando la visibilità del flusso di cassa.
  • Time and Expense Agent per Microsoft Dynamics 365 Project Operations: automatizza la gestione delle spese e dei tempi, garantendo progetti sempre in linea con il budget.

Servizi

Nel settore del servizio clienti, gli agenti autonomi trasformano le esperienze attraverso soluzioni self-service e assistite. I contact center, spesso ostacolati da processi manuali e dati frammentati, possono trarre vantaggio dagli agenti Customer Intent e Customer Knowledge Management.

  • Customer Intent Agent: Scopre continuamente nuovi intenti dai dati delle conversazioni con i clienti, migliorando il servizio self-service.
  • Customer Knowledge Management Agent: Aggiorna automaticamente la knowledge base analizzando note, trascrizioni e dati dei casi per garantire informazioni accurate e aggiornate.

Altri agenti rilevanti includono:

  • Case Management Agent: Automatizza l’intero ciclo di vita dei casi, dalla creazione alla chiusura, riducendo i tempi di gestione.
  • Scheduling Operations Agent: Ottimizza le pianificazioni per i tecnici sul campo, gestendo imprevisti come ritardi o cancellazioni.

Personalizzazione avanzata con Copilot Studio

Microsoft Copilot è il tuo assistente AI, lavora per te, e Copilot Studio ti consente di creare, gestire e connettere facilmente gli agenti a Copilot. Pensa agli agenti come alle nuove app per un mondo basato sull’AI.
Per rispondere alle esigenze specifiche di ogni organizzazione, Microsoft mette a disposizione Copilot Studio, una piattaforma low-code pensata per la creazione e gestione di agenti autonomi personalizzati. Grazie a questa soluzione, le aziende possono configurare agenti in grado di interagire con database aziendali, sistemi CRM e altre fonti di dati strutturati. Questo approccio consente non solo di risolvere problematiche specifiche, ma anche di generare insight strategici per la gestione aziendale.

Vantaggi strategici degli agenti autonomi

L’adozione degli agenti autonomi all’interno di Dynamics 365 offre numerosi benefici che si riflettono su diversi aspetti della gestione aziendale:

  • Efficienza operativa: Automatizzando le attività ripetitive, i dipendenti possono dedicare il loro tempo a iniziative più strategiche e creative.
  • Customer experience migliorata: Gli agenti rispondono rapidamente e con precisione alle richieste, offrendo un servizio personalizzato e altamente soddisfacente.
  • Ottimizzazione dei flussi di lavoro: L’integrazione di agenti autonomi con i processi aziendali esistenti garantisce una maggiore fluidità operativa e riduce il margine di errore.

Gli agenti autonomi rappresentano un pilastro fondamentale nella trasformazione digitale delle imprese moderne. Grazie alle soluzioni avanzate di Microsoft Dynamics 365, le organizzazioni possono sfruttare strumenti altamente personalizzabili per automatizzare processi critici, migliorare l’efficienza globale e rafforzare la competitività nel mercato.

Per un approfondimento sulle potenzialità di questi agenti, guarda il video ufficiale di Microsoft:

Fonti: Transform work with autonomous agents across your business processes

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